23 aprile 2017

Dove espatriamo oggi. E dove andremo domani ?


Prospettive di crescita mondiali, nel 2050 l’Italia  tristemente al 21° posto.

2015: espatriati per singolo paese
PriceWaterhouseCoopers ha analizzato le prospettive di crescita globali fino al 2050 e per l’Italia non ci sono buone notizie. Tra i Paesi più sviluppati i tassi di crescita futuri saranno superiori al nostro. Nella graduatoria della ricchezza a parità di potere d’acquisto, il nostro Paese sarà al 21° posto, perdendo in 34 anni ben nove posizioni. Un risultato che deriva da una crescita media annua (2016-2050) del Pil pro-capite pari all’1,2%, la più bassa – con il Canada – tra i 32 Paesi analizzati.

Nel complesso, nessun Paese ha performance inferiori alle nostre. Oggi l’Italia si piazza al 12° posto, ma nel 2030 scivolerà al 15° posto, superata da Turchia, Arabia Saudita, e Corea del Sud. Nel 2050 si situerà al 21° posto, alle spalle di Filippine e Vietnam.

Se in termine di valori pro-capite resteremo anche in futuro tra i Paesi ricchi del pianeta, nel 2050 saremo comunque ultimi tra i Paesi del G7, in prospettiva nella ricchezza individuale verremo infatti superati dalla Russia e avvicinati dalla Turchia, con Cina e Messico a distanza limitata.

Secondo l’analisi, a fare un vero e proprio scatto sarà l’India, che nel 2050 non solo supererà la ricchezza prodotta dagli Usa posizionandosi al secondo posto mondiale alle spalle della Cina, ma da sola varrà quanto l’intera Unione europea.

Skyline  di Singapore
In un’economia mondiale che già nel 2042 sarà raddoppiata rispetto ai livelli attuali, tra le prime sette posizioni in termini di ricchezza vi saranno sei economie emergenti, in grado di scalzare progressivamente dai vertici Giappone e Germania. L’area del G7, che oggi vale la stessa ricchezza prodotta dai sette emergenti analizzati da Pwc (Cina, India, Indonesia, Brasile, Russia, Messico e Turchia), già nel 2040 rappresenterà la metà di questo valore, con l’Europa a spiegare appena il 9% della ricchezza globale, sei punti in meno rispetto ad oggi, gli Stati Uniti a cedere la seconda piazza all’India, rappresentando solo il 12% del totale, quattro punti di riduzione rispetto al dato odierno.

Le crescite maggiori, tra il 4 e il 5% nella media annua, saranno per Vietnam, India, Bangladesh, Pakistan e Filippine. La Cina è vista in una posizione intermedia, con una crescita media del 3%, che comunque porterà Pechino nel 2050 a valere ben un quinto della ricchezza mondiale. Per dare un’idea della potenza dei trend basta confrontare i valori assoluti rispetto all’Italia: oggi la Cina vale 10 volte la ricchezza prodotta dal nostro Paese, in prospettiva quasi 20.


Estratto da L'idealista.it del 8/2/2017, a cura di Andrea De Petris

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