9 febbraio 2016

Storia breve della Costa Azzurra. Curiosità e scoperte. Il Carnevale di Nizza #3


Il re del Carnevale 2015//Photo Cinzia Corbetta
Il 13 febbraio prende il via la 132^ edizione del Carnevale di Nizza, la manifestazione più importante del periodo invernale nella capitale della Costa Azzurra. Quanti di voi conoscono la vera storia del Carnevale di Nizza? A cosa deve il suo nome suggestivo la "battaglia dei fiori"? Oggi riportiamo il terzo estratto del libro “Storia breve della Costa Azzurra. Curiosità e scoperte” (Greco e Greco editori), in cui l’autore Domenico Vecchioni, ci racconta come è nato e come si è trasformato questo  spettacolo che attrae ogni anno circa 600.000 visitatori ed è annoverato tra i più famosi al mondo.

La regina del Carnevale 2015//Photo Cinzia Corbetta


Il carnevale di Nizza

   Contrariamente a quanto si crede, il carnevale di Nizza non fu concepito per divertire i villeggianti invernali della città. Aveva in effetti carettere assolutamente spontaneo, popolare e improvvisato, senza regie e coordinamenti particolari.
   Fin dal periodo antecedente la Rivoluzione francese, nelle strade di Nizza fiorivano piccole manifestazioni non organizzate per festeggiare la fine del lungo periodo della quaresima. Manifestazioni che, di anno in anno, acquistarono maggior respiro e si consolidarono tra le tradizioni popolari della città.
   Raccontano le cronache che nel 1821, in occasione della venuta a Nizza di Vittorio Emanuele I di Savoia e di tutta la corte di Torino, gli eventi carnevaleschi conobbero uno sviluppo particolarmente significativo: sfilarono ben 30 carri allegorici, da dove venivano lanciati fiori e sacchetti di caramelle in direzione degli spettatori.
   Nonostante alcuni tentativi di regolare o addirittura abolire il carnevale negli anni agitati dal 1848 al 1850, per timori di disordini e sommosse, la tradizione resistette. Era già troppo radicata nei nizzardi, oramai affezionati alla loro manifestazione preferita.
   Anzi, i giovani ne chiedevano sempre di più. La festa cosi’ riprese più allegra, più rumorosa e più scatenata che mai! Dai carri ora si lanciava un po’ di tutto: fiori, legumi, uova, conchiglie ripiene di segatura o di farina, piselli, fagioli, palline di gesso. Insomma il gioco si faceva abbastanza duro. Per i partecipanti alla “battaglia” era necessario proteggersi adeguatamente con delle maschere formate da una sorta di rete metallica e con delle solide visiere. Il divertimento era assicurato, ma gli eccessi preoccupavano non poco le autorità comunali.
   Intanto anche gli hivernants cominciano poco a poco a partecipare al divertimento, mischiandosi senza più tante reticenze alla popolazione locale. Prima assistono alle battaglie dalle finestre e sulle terrazze, successivamente non resistono e scendono per strada lasciandosi trascinare dalla follia generale.
   L’annessione alla Francia non cambierà il carattere popolare e disordinato della manifestazione che peraltro, per i suoi ripetuti eccessi, continua a impensierire i responsabili della sicurezza. Tanto più che ad essa ora prendono parte anche gli illustri ospiti della stagione turistica ed è imperativo evitare qualsiasi sgradevole incidente...
   Dopo la forzata interruzione intervenuta a causa della guerra franco-prussiana del 1870, il carnevale viene ripristinato, ma questa volta in maniera per cosi’ dire istituzionale e sotto la responsabilità di specifici organismi.
   Viene quindi formalmente creato un Comitato organizzatore che detterà tema, composizione, caratteristiche del carnevale dell’anno e darà disposizioni per il suo ordinato e “pacifico” svolgimento.
   Vengono di conseguenza bandite le forme più violente della mischia (le palline di gesso e le conchiglie ripiene di segatura) che tende, invece, sempre più a trasformarsi in una simpatica e incruenta “battaglia dei fiori”, cui Nizza dovrà in parte la sua popolarità.
   Se durante la saison d’hiver il carnevale annunciava l’approssimarsi della sua chiusura con il profumo della primavera già nell’aria, con l’avvento della saison d’été la sfilata di carnevale assume piuttosto il significato di una premessa – se non una promessa – dell’esplosione della calda estate che si annuncia!
   Il corteo dei carri diventerà cosi’ sempre più spettacolare e animato, con la partecipazione di centinaia di figuranti e volontari. L’ultimo carro era ed è quello dove prende posto Sua Maestà il Re-Carnevale.
   Certo il carnevale nel corso degli anni assumerà connotazioni commerciali, diventerà un grosso business, uno spettacolo che richiede investimenti e procura ingenti introiti, perdendo la spontaneità degli inizi.
   Ma che importa? Oramai la sfilata dei carri allegorici nel mese di febbraio è diventata una tradizione per i nizzardi, un’aspettativa per i turisti, una necessità per gli operatori del settore, una caratteristica della città.
   Che cosa sarebbe, in effetti, Nizza senza la sua classica “battaille des fleurs” lungo la stupenda e soleggiata Promenade des Anglais?

Domenico Vecchioni

Uscita dei carri dall'hangar, Carnevale 2015//Photo Cinzia Corbetta

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