21 settembre 2015

Intervista a Patrizia Dalmasso, Presidente della Camera di Commercio Italiana di Nizza



Patrizia Dalmasso con il Sindaco di Nizza, Christian Estrosi
DOMANDA: Cosa pensa della situazione economica attuale in Europa
RISPOSTA: In Italia in questo momento, per fortuna, ci sono timidi segnali di ripresa, soprattutto nel Piemonte e nel nord Italia; nel mondo del lavoro l'occupazione sta andando un po' meglio. C'è ancora un problema di liquidità, in effetti soprattutto le piccole aziende hanno difficoltà a reperire denaro da parte delle banche. Pochi giorni fa abbiamo presentato il Rapporto Economia come Unioncamere Nazionale e per quanto riguarda la realtà di Cuneo, il nostro territorio cresce più della Germania; il Piemonte segue un andamento simile. Avvertiamo quindi segnali che fanno ben sperare.

D: Come valuta i suoi primi tre anni come Presidente della Chambre de Commerce Italienne de Nice
R: E' stata una bella esperienza e del resto dal 1997, quando questa Camera ha aperto i battenti, ne sono stata una sostenitrice, ho invitato le imprese di Cuneo a lavorare con la Francia ed ho collaborato sin dall'inizio all'interno del Consiglio di Amministrazione; per alcuni anni sono stata anche Vice-Presidente. Certo essere Presidente comporta maggiore responsabilità "politica" verso le istituzioni di entrambi i Paesi. E' una bella esperienza ed ho avuto molta collaborazione da parte di tutto lo staff, tenuto conto che non risiedo a Nizza...
In questo mio primo triennio abbiamo vissuto dei momenti non facili perché proprio quando sono stata eletta Presidente, sono iniziate tutta una serie di problematiche legate al mondo Camerale, con revisioni e tagli provocati da una nuova normativa; le Camere di Commercio Italiane all'estero hanno risentito di questi mutamenti legislativi. A questo aggiungiamo che già nel 2010 il rimborso del Ministero per le 80 Camere Estere è sceso, in modo per giunta retroattivo, da 15 milioni a meno di cinque, rendendole praticamente delle aziende autonome e comportando in alcuni casi la chiusura di alcune nostre Consorelle.
Quindi non sono stata eletta in un momento felice per le Camere di Commercio, sotto il profilo economico ed istituzionale, ma rimango ottimista.

D: Il suo mandato è stato rinnovato per altri tre anni, che cosa si aspetta
R: Abbiamo già fatto molto in questi primi tre anni!
Mi piacerebbe consolidare quanto abbiamo già fatto ma soprattutto riportare la Camera ai fasti che ho conosciuto fino al 2009, riuscendo a  realizzare le nuove iniziative che abbiamo in cantiere. Mi piacerebbe anche riuscire a collaborare con le Camere di Marsiglia e Lione, mettendo al servizio delle imprese le competenze di ciascuno e recuperando la situazione, alla quale siamo stati obbligati ad assistere, nell’area parigina.

D: Vede differenza tra le PMI italiane e le PMI francesi
R: In Italia siamo fortunati perché la Piccola Impresa (definirla media sarebbe un eufemismo) è più versatile e con grandi qualità, propensa all'innovazione.
Ha grande capacità di adattarsi e molta qualità sia nella mano d'opera che nella produzione. Il che è molto importante e fa il nostro successo.
In Francia le Piccole Imprese non esistono, non hanno la manualità e la nostra qualità, c'è più la media e la grande impresa. Lo "zoccolo duro" rappresentato dalle Piccole Imprese italiane ci permette di affrontare problemi economici e stati di difficoltà; le nostre imprese sono molto reattive ai cambiamenti.

D: Chi è Patrizia Dalmasso
R: Intanto arrivo da una famiglia di imprenditori, ho iniziato il lavoro alla Camera di Commercio con lo stesso entusiasmo di gestire un'impresa, dato che in famiglia, e non solo i miei genitori, tutti hanno avuto imprese, attività commerciali. Ovviamente il mio spirito è quello, e mi ha consentito di conoscere dall'interno cos'è un'impresa, sapere cosa vuol dire rischiare ogni giorno; ho iniziato ad occuparmi di gestione delle attività prima in Confartigianato e poi diventando Direttore Provinciale della CNA di Cuneo. Ho cercato sempre di rappresentare al massimo le imprese associate, in contesti più grandi ed impegnativi, accompagnandole tra le quotidiane difficoltà certo, ma anche e soprattutto verso l’export, in Francia e non solo!
Tengo molto a che le imprese siano aiutate anche negli aspetti finanziari e sono per questo contenta di essere nel Consiglio di Amministrazione della locale Cooperativa di garanzia. Sono quindi nata, cresciuta e vissuta in questo mondo, molto complesso, ma dove sono riuscita a raccogliere tante soddisfazioni. Nel mondo dei servizi infatti sono le persone che fanno la differenza.
Amo viaggiare per tutto il mondo, conoscere le diverse culture, sono curiosa e desidero avere il giusto entusiasmo per ciò che faccio.

D: Undici anni di Italie a Table, che ne pensa
R: E' stato un crescente successo. Nicola Caprioni ed Agostino Pesce hanno avuto una bella idea ed un bel coraggio. Mi ricordo che lanciare la manifestazione nel 2005 senza nessun contributo non fu cosa facile. Nel CdA di allora abbiamo affiancato Caprioni in questa sua “follia”. Pero’…io ho avuto l’onore ed il piacere di festeggiare i 10 anni dell’Italie à Table nel 2014 con una nuova versione, grandiosa, enorme, con dei numeri incredibili. Quasi 200.000 persone! Tutto il Quai des Etats Unis occupato; un impatto visivo, economico e mediatico unico. E su quanto fatto nel 2010 abbiamo costruiti nel 2011 questo successo. Il 2011 è stato così per l’Italie à Table il secondo anno di un evento che ha visto una partecipazione impressionante, da parte del pubblico, certo, ma anche delle imprese…e delle scuole. Pensate che abbiamo accolto sul salone oltre 400 bambini e che per due mesi abbiamo organizzato in tutte le scuole primarie ed elementari di Nizza dei giochi. Una vera e propria consacrazione, come testimoniato dal nostro Sindaco, Deputato e Ministro Christian Estrosi, nonché dal Deputato Rudy Salles e dalla Senatrice Dominique Estrosi Sassone.
Siamo stati così bravi che abbiamo richieste per vendere il marchio Italie à Table e tante città importanti che ci invitano…tra cui Parigi!!
Per questo dopo la Promenade vogliamo ovviamente la Tour Eiffel!!!


Grazie a Patrizia Dalmasso per la sua testimonianza e buon lavoro

A cura di Massimo Felici




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