30 luglio 2015

La guida Costazzurra 2015 è arrivata!




Lunedì 27 luglio, nella spendida cornice della terrazza dell'Hotel AC Marriott di Nizza, è stata presentata la quattordicesima edizione di Costazzurra, la guida italiana per gli italiani che desiderano scoprire le bellezze, i colori, i sapori e i divertimenti che la Costa Azzurra può offrire.
Le guida è pubblicata dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza e, nel corso degli anni, si è rivelata un vero e proprio vademecum, sia per i vacanzieri che per gli italiani residenti.
Da Mentone a Cannes, passando per Nizza ed esplorando il sorprendente entroterra, lasciatevi trasportare dal racconto frizzante e dai suggerimenti invitanti della redattrice, la giornalista Lilas Spak, grande conoscitrice di tutti i segreti della "Costazzurra".
Potete trovare la guida, rigorosamente gratuita e in comodo formato trascabile, presso gli uffici della Camera di Commercio Italiana (Avenue Baquis 11 a Nizza), nei ristoranti, boutiques, locali e uffici del turismo, oppure consultatela comodamente dal vostro computer, tablet, smartphone.
Basta collegarsi al link (clic) o scaricare l'applicazione gratuita di ISSUU  (Apple  -  Android ), installarla sui vostri dispositivi e cercare "guida costazzurra" nell'apposita casella di ricerca.
Buona lettura e buon divertimento!

 

20 luglio 2015

L’Expo di Milano vista dal primo gruppo di soci della Camera di Commercio Italiana in Costa Azzurra


Expo Milano 2015: "L'Albero della Vita"


Pronti, partenza e ….via…. é partito il primo gruppo di soci della Camera di Commercio Italiana, di Nizza, Sophia Antipolis Costa Azzurra, per visitare la bella Expo di Milano.
Appuntamento presso il magnifico stadio Allianz Arena di Nizza venerdi mattina; partenza con un bus della CME di Monaco, moderno, ultimo tipo, dall'elegante livrea rossa, per raggiungere direttamente Milano e l'EXPO.


La prima cosa che colpisce il visitatore è la vastità del sito, circondato da strade, svincoli e parcheggi davvero immensi.
Lasciato il bus siamo entrati nello spazio espositivo dell'EXPO, in Piazza Italia, che è un po' lo snodo del percorso di visita. Ci siamo messi in fila per visitare il Palazzo Italia che troneggia per l'altezza e per il colore bianco della struttura, struttura in acciaio rivestita da pannelli bianchi.
Il Padiglione Italia vuole far conoscere cultura e tradizioni legate al tema dell'EXPO, ovvero il cibo e l'alimentazione, che sicuramente rappresentano delle eccellenze del nostro paese. 
Tramite un'ampia scala interna si accede ai piani del palazzo, suddivisi nelle quattro "Potenze italiane": la Potenza del Saper Fare (21 storie di persone), la Potenza della Bellezza: 21 panorami e capolavori, la Potenza del Limite: 21 storie di imprese che esprimono il meglio, la Potenza del Futuro: 21 piante rappresentative delle nostre regioni.
Posso dirvi che l'ambientazione e le installazioni sono davvero di grande effetto, poi alcune stanze avvolgono il visitatore e lo collocano al centro di capolavori architettonici o di paesaggi meravigliosi del nostro paese.

Il Padiglione Italia

Lasciato il Palazzo Italia è ora di pranzo e.... cosa di meglio che assaporare qualcosa delle eccellenze alimentari italiane. C'è solo l'imbarazzo della scelta: Ferrero, Lavazza, Citterio, Birra Moretti, Franciacorta, Eataly, Algida e specialità di ogni regione italiana. Mi permetto di darvi un piccolo suggerimento: lo stand della Citterio ha sette postazioni dotate di affettatrici e offre un'assaggio di sette bontà della casa (salame Milano, Bresaola, crudo Parma, cotto Vignola, mortadella, Speck e S.Daniele) con acqua 7 euro, con birra 10 euro!
E' possibile mangiare seduti con ottima vista sull'Albero della Vita, che è il simbolo del Padiglione Italia (tratto da un disegno di Michelangelo) struttura in legno ed acciaio di ben 37 metri di altezza, con tanto di illuminazione, getti di vapore e ombrellini colorati che si muovono al suono della musica....
Ognuno è libero di visitare i padiglioni che desidera e nell'ordine che preferisce, non mi permetto di dare consigli, è assolutamente soggettivo. Va da se che Padiglione Italia è da non mancare poi si segue la propria curiosità. In quei giorni le preferenze andavano a Giappone, USA, Russia, Israele e poi.....
Colpiva il Padiglione del Nepal, ancora incompiuto, a seguito dei tragici fatti del terremoto.










Nel mentre delle visite ai padiglioni siamo stati attratti da balli e musiche della tradizione popolare abruzzese, infatti più gruppi folkloristici davano spettacolo e coinvolgevano i passanti. Credetemi erano bravi e simpatici, hanno fatto ballare anche compassati giapponesi e coreani...!


Ancora un piccolo suggerimento: dopo avere acquistato una bevanda in una bottiglia di plastica, tenetela con voi e riempitela alle postazioni che offrono acqua gratis, sparse per tutto il sito. Sarete sempre dissetati e non dovrete fare le solite file ai bar.
Dopo tanti chilometri a piedi, su e giù per il Decumano (il viale principale) e in visita ai Padiglioni, si ha proprio bisogno di riposo. A tale scopo abbiamo utilizzato un Albergo ad Angera, per due notti, con splendida vista sul lago Maggiore.
Il secondo giorno, al termine delle nostre visite, abbiamo potuto conoscere il Padiglione della Francia accompagnati dall'Architetto Anouk Legendre, progettista della struttura. La Legendre ci ha spiegato la scelta del legno e di tutti i materiali ecologici, per il Padiglione, che assomiglia ad una onda, peraltro smontabile per essere poi spostato altrove alla fine dell'EXPO. All'interno installazioni e monitor ci ricordano quanto sia prezioso il cibo e che la lotta per sfamare il pianeta è sempre (purtroppo) attuale.
Molto interessante la scelta di fare entrare al Padiglione passando per un labirinto-giardino, che riproduce dei paesaggi agricoli, con vere coltivazioni, per introdurre al tema dello sfruttamento della terra per produrre cibo. Non poteva mancare, al termine della visita, un cocktail sulla terrazza del Padiglione Francia.

Il Padiglione Francia

Incontro con l'Architetto Anouk Legendre, progettista del Padiglione Francia

Alle 21.30 abbiamo poi assistito allo spettacolo del Cirque du Soleil, pensato appositamente per EXPO e dedicato al tema del cibo e della vita, infatti la scenografia iniziale rappresenta una grande cucina. Lo spettacolo si intitola Allavita! e racconta la storia di un ragazzino, Leonardo, che riceve in dono un seme magico. Da qui una serie di scene ricche di evoluzioni, balletti, e musiche da parte degli attori nonché ballerini e mimi oltreché funanboli. Spettacolo che si è svolto nell'immenso teatro all'aperto, dalla capienza massima di ben 11.000 posti.
Stanchi ma contenti siamo tornati al "buen ritiro" di Angera per riposare. Il programma di domenica mattina prevedeva di andare in battello da Angera ad Isola Bella, splendida isola-palazzo della famiglia Borromeo, (abitano ancora li...) con i famosi giardini.


La navigazione consente di vedere scorci davvero incantevoli del lago Maggiore, ville, giardini e poi la magnificenza delle isole Borromee, piccoli tesori che escono dalle acque del lago.
Immancabile sosta per il pranzo, in un ristorante bordo lago, per poi iniziare il viaggio di ritorno.
Sempre in bus, e con poco traffico, siamo rientrati a Nizza, domenica per l'ora di cena.
Un grazie sentito a Giorgio, ottimo chauffeur della CME bus di Monaco, e a tutto il gruppo di partecipanti. 




a cura di Massimo Felici



1 luglio 2015

Capitani Coraggiosi




                                                                   Lamborghini Gallardo
 
Oscar Farinetti, 59 anni, fondatore nel 2004 di Eataly, catena mondiale di grandi superfici dedicata all'eccellenza italiana nell'alimentazione e nella ristorazione, e socio di numerose aziende di produzione di cibi e bevande di qualità, racconta in Storie di coraggio (ed. Mondadori, 2013)  12 suoi incontri con i grandi italiani del vino: persone coraggiose che hanno investito, non solo denaro, su terreni altrimenti destinati all'abbandono o ad una devastante speculazione edilizia.
E raggiungendo le vette dell'eccellenza nel mondo.
“E' facile imparare a diventare coraggiosi – sostiene - Il metodo migliore è guardare a storie di coraggio di persone normali che attraverso il coraggio sono diventate speciali.... Questa Italia ha bisogno di coraggio.”

Ma non sono solo italiani i coraggiosi nel Bel Paese.
L'attrice francese Carole Bouquet, madrina del "Salone del Vino" a Torino e vignaiola in quel di Pantelleria con il compagno Gerard Depardieu, è  a caccia di nuovi vigneti per incrementare la sua attività: "sto cercando terreni al Sud - ha detto a Wine News senza rivelare su quali regioni si sia concentrata la sua attenzione - per produrre un vino rosso, come piace a me. In Sicilia sono proprietaria di una decina di ettari, di cui otto coltivati a vite. Sono entrata in punta di piedi nel mondo dell'enologia - ha proseguito l'attrice - sapendo che qualcuno avrebbe potuto essere diffidente nei confronti dei vini prodotti da un'attrice, ma ho superato l'esame della critica e sono felicissima che il Passito di Pantelleria Carole Bouquet piaccia. Andrò avanti, ma non in Francia: scelgo l'Italia perché voglio avere il pretesto di tornare spesso nelle città che amo, Roma e Palermo".


               Carole Bouquet a Pantelleria

In questi decenni il nostro Paese è stata terra di conquista,  non sempre per capitani coraggiosi ma per pirati speculatori che hanno razziato quanto di meglio la nostra manifattura produceva, lasciando macerie economiche, ambientali e occupazionali: basti citare il caso degli Acciai Terni da parte della tedesca Krupp, oppure quello degli Elettrodomestici ex Indesit dell'americana Whirlpool,
svuotati delle produzioni di eccellenza per le quali eravamo riconosciuti nel mondo.Ma l'Italia non ha visto solo questo.



Nella meccanica abbiamo avuto il gruppo Audi che ha consentito a storici marchi di eccellenza di non scomparire, come è successo a tanti altri: oggi Lamborghini e Ducati hanno recuperato prestigio e risultati economici, assicurando quel forte legame col territorio che significa piena occupazione.
Riuscireste d'altronde ad immaginare una Urraco fatta in Romania o una 899 Panigale in Cina? Direi impossibile.


 
Un magazzino del gruppo Carrefour

Ma anche nella distribuzione moderna un grande contributo allo sviluppo italiano lo hanno dato gruppi francesi come Carrefour o Leclerc, creando con i loro punti vendita nuova occupazione, sviluppo edile e non ultimo, praticità e convenienza per il consumatore italiano. Facendo passare la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) dal 15% della fine degli anni '90, ad oltre l'80% di oggi sul totale delle Vendite Food & Non Food.
Qualcuno dirà “ma abbiamo perso i piccoli negozi...”: è vero, ma moltissimi, ad esempio nel settore alimentare come nell'abbigliamento, si sono convertiti alla Qualità, divenendo punti gourmand delle specialità nostrane, riuscendo così a sottolineare ancora una volta ciò che è distintivo dell'Italia nel mondo: la Qualità.
Recuperando sui Margini di contribuzione su ogni singola unità venduta.
E lasciando, quindi, alla GDO il guadagnare (poco) sulle quantità vendute.

Oggi si può investire in Italia perché abbiamo l'esperienza non comune della Qualità, come nella meccanica di precisione: basti citare la lombarda Brembo, la VGA di Bitonto o la MBA di Trani, tra i leader mondiali indiscussi.
Non in vendita ora ma forse in futuro bisognose di denaro fresco per poter continuare a crescere.
Ma investire in Italia non riguarda solo la Manifattura o la GDO. 
Nei Servizi abbiamo tanti casi di contaminazione metodologica d'oltralpe con la estrosità italiana: gruppi de l'hotelerie americani come la Starwood (che significa Le Meridien, Loft, Four Points, Westin, The Luxury Collection, W Hotels, Sheraton, St. Regis, Element) oppure il gruppo francese Accor (14 insegne tra cui Sofitel, Novotel, Ibis e Mercure) hanno recuperato  prestigiosi ma decadenti edifici riportandoli all'antico splendore a Roma, Milano come nel Salento o  in Sicilia. Valorizzando le nostre risorse umane con un orizzonte mondiale.
O nelle Assicurazioni, dove AXA ha giocato un ruolo da protagonista nel far scoprire nuove e competitive formule ai riottosi italiani.

Si può investire da noi, purché l'Italia sappia coniugare Qualità con Occupazione: Eccellenza nella ricerca e produttiva con l' Alto Valore Aggiunto della mano d'opera.

Ma la Politica deve tenere un ruolo virtuoso di regolazione e controllo.
La Gran Bretagna negli anni '80 produceva  automobili per 350/400.000 unità  con marchi sempre più deboli.
Sono arrivati giapponesi, tedeschi e (udite udite) indiani.
Ma anche una legislazione che ha garantito il mantenimento in Regno Unito della produzione (e quindi dell'occupazione)  di  marchi storici come Rolls Royce o Mini (BMW), Bentley (VW), Land Rover e Jaguar (TATA).
Oggi si producono oltre 1 milione di unità con 700.000 addetti.

Questa è la sfida nella quale siamo già dentro da un pezzo:
non solo con Coraggio, ma con la consapevolezza del nostro Valore.
In punta dei piedi, perché il nostro territorio è prezioso e fragile.
Ed in prestito dalle future generazioni.

A cura di Andrea De Petris





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