9 giugno 2015

Intervista ad Ambrogio Invernizzi, Patron della INALPI SpA





Durante lo svolgimento del salone L'Italie à Table, abbiamo intervistato Ambrogio Invernizzi, Patron della INALPI SpA, uno dei principali partners della manifestazione.

DOMANDA: Che cosa pensa dell'attuale situazione economica europea
RISPOSTA: Dopo gli anni difficili siamo di fronte ad un anno che potrebbe davvero rappresentare la ripresa, per una serie di motivi. L'euro un po' più debole, la liquidità prodotta dalla BCE, i costi dell'energia (petrolio) in ribasso, possono rendere competitiva l'Europa verso le altre aree del mondo, quindi maggiori esportazioni e maggiore reddito disponibile anche per i consumi interni.

D: Cosa pensa del mercato francese
R: Il mercato francese è molto interessante perché i francesi hanno una notevole cultura culinaria, sanno riconoscere la qualità dei prodotti, per questo credo sia davvero una grande opportunità per l'industria alimentare italiana.

D: Breve storia della INALPI
R: L'INALPI nasce nel 1966, di lunga tradizione lattiero-casearia dal 1800, i nostri avi erano della Svizzera tedesca e sono arrivati in Valsassina. Erano già allevatori in Svizzera e sono giunti in Italia ingaggiati come Lanzichenecchi ma, appena attraversato il confine, hanno incontrato delle giovani donne e... si sono fermati li, senza più andare a Roma.
Hanno quindi proseguito la loro tradizione di allevare mucche, mungere e fare formaggi.
Abbiamo rinvenuto scritti del 1820, in cui preti della zona ringraziavano per l'ottimo stracchino che veniva loro donato...
Negli anni sessanta mio padre è andato a lavorare per una multinazionale del settore in giro per il mondo, nord Europa, Stati Uniti e Svizzera. Poi è rientrato in Italia per dirigere lo stabilimento di Moretta (Cuneo) dell'azienda, ed ha anche incontrato mia mamma.
Dopo tanti anni da dipendente, ha deciso di dimettersi, ed ha fondato l'INALPI nel 1966.

D: Quali sono i punti di forza dell'INALPI
R: Crediamo in alcune massime, cito Darwin che diceva "Della specie non è il più forte a sopravvivere, né il più intelligente, ma il più reattivo al cambiamento".
E noi pensiamo di essere molto reattivi ai cambiamenti, poi abbiamo tre principi: crediamo che un prodotto debba essere giusto, ovvero avere un giusto rapporto con i fornitori, che non vanno messi in condizione di difficoltà per non rischiare cadute di qualità del prodotto in entrata, giusto verso i clienti e con un prezzo trasparente per fare loro comprendere quali sono i nostri costi e che ciò che pagano è un prezzo per il valore del prodotto. Deve poi sentirsi il buon gusto del latte alpino piemontese, deve poi essere sicuro, tenuto conto che il nostro prodotto va soprattutto ai bambini quindi dobbiamo controllare il 100% del prodotto in entrata e ugualmente il prodotto finale.

D: Quali sono i prodotti di punta
R: I prodotti di punta per l'alto consumer sono essenzialmente tre, il burro chiarificato, il burro 82, le fettine e i formaggini a base di latte piemontese. Stiamo poi per lanciare entro qualche mese un nuovo prodotto, ora in fase di test, che sarà la mozzarella per pizzeria.

D: Ho visto immagini di un modernissimo stabilimento, è un notevole investimento ed una grande sfida
R: E' stato un investimento importante, necessario per mantenere il livello di qualità dei prodotti destinati alle grandi multinazionali che utilizzano i nostri prodotti di base. Le grandi aziende italiane ed estere europee, soprattutto produttrici di latte in polvere e di cioccolato, hanno la garanzia di un prodotto controllato al 100%.

D: Che aspettative ha INALPI rispetto al mercato francese
R: In Francia al momento abbiamo l'aspettativa di vendere i nostri prodotti tramite distributori, costruendo una distribuzione per spiegare i nostri principi, il giusto, il buono ed il sicuro per fare conoscere il buon latte alpino del Piemonte.

D: Qual'è il rapporto con la Camera di Commercio Italiana di Nizza
R: Noi siamo convinti che il Sistema Italia abbia bisogno di organizzazioni che possono servire da hub per costruire insieme le relazioni sul mercato. Il grande errore dell'Italia e degli italiani è di essere individualisti, invece penso che con un sistema organizzato, tutti quanti insieme, si possa crescere meglio, fare conoscere i valori nazionali all'estero.

D: Chi è Ambrogio Invernizzi
R: Un ragazzo cui piace scherzare, mi piace anche osare, rischiare sempre con una visione strategica, cercare di vedere oltre. Per fare impresa occorre avere senso pratico,  avere i piedi per terra ma anche avere la testa fra le nuvole...

Grazie ad Ambrogio Invernizzi per la sua testimonianza e buon lavoro.






a cura di Massimo Felici

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