5 marzo 2015

Lavorare in Francia: intervista a Elena




Continuiamo con la serie di interviste a italiani che lavorano in Francia, nell'intento di fornire spunti di riflessione per chi volesse seguire questa strada.
Oggi vi proponiamo l'esperienza di Elena: laureata in Fisica in Italia, ha svolto il suo dottorato in Francia. Da cinque anni vive e lavora a Nizza. Partecipa ad un progetto internazionale di ricerca e si occupa di misurazioni con l’utilizzo di sofisticati strumenti.


Intervista

DOMANDA: COME VEDE LA SITUAZIONE LAVORATIVA IN FRANCIA
RISPOSTA:
Trovo sia più facile che in Italia, dico questo perché ho riscontrato che nel mio caso in Francia ho trovato proposte lavorative più interessanti di quelle che avevo in Italia.
Per un diplomato o laureato ho visto che ci sono offerte anche buone e talvolta già con contratti a tempo indeterminato, nel privato. Nel settore pubblico occorre battersi con i concorsi, ma qualcosa si muove anche li. Per il mio tipo di studi, non posso che dire bene della Francia.

D: QUALI SONO SECONDO LEI GLI ASPETTI POSITIVI DEL LAVORO IN FRANCIA
R:
Mi sembra ci sia una buona tutela del lavoro, buoni servizi per i lavoratori, salario adeguato e ferie riconosciute. Pensi che a me rimborsano, anche se parzialmente, i mezzi pubblici per andare al lavoro... E’ molto utile anche lo chomage (indennità di disoccupazione) nel caso si perda il lavoro, con un aiuto finanziario e soprattutto delle persone che ti aiutano per trovare un altro lavoro.
Avevo studiato francese a scuola ma ho dovuto impararlo molto bene con un corso intensivo appena arrivata qui dato che i francesi tengono molto alla loro lingua, anche se nel mio ambiente di lavoro tutti se la cavano con l’inglese. Vedo che i colleghi parlano e scrivono mail in francese, io mi sono adeguata e faccio attenzione anche allo scritto per non fare strafalcioni...

D: QUALI SONO LE DIFFICOLTA’ DEL LAVORARE IN FRANCIA
R:
Per un lavoro come cadre (impiegato) occorre parlare bene il francese, direi quasi essere francese... Le spiego, un’importante azienda privata che ha la sede vicino a Nizza cerca fisici ed ingegneri ed essere francese è certo un punto di favore. Non fraintenda, assume anche giovani di altri paesi ma dato che è un’impresa che opera in un settore strategico è più facile fare uno stage e poi magari essere assunti per un ragazzo francese.
Senza volere banalizzare, e non è nel mio stile, vedo che i francesi sono un po’ chiusi, ho notato che con i colleghi non è così facile entrare in confidenza, diventare amici...

D: COSA DIREBBE AD UN ITALIANO IN CERCA DI LAVORO IN FRANCIA
R:
Direi prova, tenta, informati delle possibilità, prepara bene un CV... coraggio!
In Francia per un giovane che ha studiato ci sono ancora possibilità, sinceramente credo più che in Italia, anche se mi spiace dirlo. Anche l’alloggio per me non è stato un problema, certo inizialmente occorre adattarsi, poi si trova di meglio a prezzi accettabili.

D: QUAL’E’ LA PERCEZIONE DEL LAVORATORE ITALIANO IN FRANCIA
R:
Credo che qui a Nizza si sentano un po’ invasi da noi italiani, da un lato passiamo per i simpaticoni coloriti e rumorosi, però talvolta ci criticano per la nostra troppa “italianità” tipo dire che l’Italia è un paese bellissimo e si mangia benissimo mentre i francesi non sanno fare la pasta, nemmeno il caffè... la pizza poi non ne parliamo! Effettivamente a volte esageriamo con la difesa dell’Italia senza tenere conto che il paese che ci accoglie ha certo simpatia per noi... Immagino anche che chi fa lavori umili non sarà trattato tanto bene e in molte piccole aziende o ristoranti (sappiamo quanti italiani ci lavorano) magari sarà anche sfruttato sul lavoro.


D: CHE CONSIGLIO DAREBBE AD UN-A GIOVANE ITALIANO
R:
Direi che un’esperienza all’estero è certo benvenuta, dipende poi da quello che si desidera fare, trovo importante specializzarsi all’estero sia che si voglia rientrare in Italia sia che si voglia continuare all’estero. E’ importante sia come esperienza umana che per fare curriculum, serve comunque per trovare lavoro qualificato oltre a migliorare le lingue.
Io avevo messo il CV in quei siti di lavoro internazionali ed ho ricevuto un’offerta dal Belgio e una dalla Danimarca, però ero intrigata dalla Francia per potere proseguire il mio lavoro di ricerca a seguito del dottorato.
Ho l’impressione che in Europa la situazione lavorativa peggiori per tutti, e i prossimi anni saranno ancora difficili anche per chi ha titoli di studio.
Qui in Francia tengono molto ai contratti a tempo indeterminato, e il governo si è battuto per le 35 ore di lavoro settimanali, il lavoro è importante senza che diventi un’ossessione.
Capisco anche che lasciare la propria casa e gli affetti non sia facile, ma sappiamo come vanno le cose in Italia... Alcune amiche e compagne di laurea continuano a fare stage di tre mesi in tre mesi, le lasciano a casa per un po’ poi vengono riprese per dei progetti legati all’Università ma mi sembra davvero frustrante per un giovane che ha tanto studiato.

Grazie Elena della sua testimonianza, buon lavoro.





a cura di Massimo Felici



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