15 gennaio 2015

Lavorare in Francia: intervista a Giancarlo







Continuiamo con la serie di interviste a italiani che lavorano in Francia, nell'intento di fornire spunti di riflessione per chi volesse seguire questa strada.
Oggi vi proponiamo l'esperienza di Giancarlo, che si è trasferito a Nizza dieci anni fa ed ha aperto una farmacia in città. Dapprima lavorava da solo, poi con una collaboratrice, oggi ha con se diversi dipendenti.

Intervista

DOMANDA: Come vede la situazione lavorativa in Francia

RISPOSTA: Complicata... E’ dieci anni che sono qui, ho sempre un po’ voluto comparare la situazione francese a quella italiana, qui le persone sono molto più esposte economicamente, più indebitate perché il sistema bancario lo permette, quando sono arrivato a Nizza molti italiani avevano da parte dei soldi che hanno utilizzato per avviare le loro attività mentre i francesi erano già molto esposti con le banche. Oggi la situazione è cambiata e le banche hanno stretto i cordoni della borsa, quindi occorre essere molto cauti.

D: Quali sono, secondo lei, gli aspetti positivi del lavoro in Francia
R: La burocrazia è molto snella, nel mio caso c’è un abisso tra il sistema italiano e quello francese, qui l’ARS (ASL) ci paga dopo pochi giorni, in Italia dopo sei-nove mesi...! Qui tutto quello che è burocrazia è eccezionale e non ci sono favoritismi particolari. Se ho un problema parlo con un funzionario dell’ARS e sistemiamo tutto velocemente.
Il Sistema Sanitario francese funziona bene, è ben organizzato e tutti (Ospedali, medici e farmacisti) contribuiscono all’efficienza generale. La moglie di un amico ha partorito in una clinica privata convenzionata qui a Nizza ed alla dimissione hanno pagato un’inezia per il suo ricovero. Tenga conto poi che oltretutto i medici francesi sono molto essenziali anche nel prescrivere gli esami.
In Italia a questa donna avevano prescritto una serie di esami, e ne abbiamo parlato con amici medici francesi che sono rimasti colpiti dal fatto che erano stati prescritti così tanti esami, dal loro punto di vista, di poca utilità...
Il sistema funziona perché c’è una forte presenza dello Stato nella Sanità che deve rimborsare le prestazioni, si fanno quindi delle economie e si sta attenti agli esami da fare, se non sono proprio necessari, così pure nella prescrizione dei farmaci.
I cittadini dispongono della Carte Vitale (Carta d’Assicurazione Malattia) e con quella pagano i medici generalisti (medici di base), le visite specialistiche e le medicine, vengono poi rimborsati in pochi giorni con accredito sul conto corrente.
I medici hanno un tariffario determinato e, di certo, i costi delle loro prestazioni sono inferiori ai colleghi italiani, che francamente a volte chiedono cifre spropositate.
Altra differenza abissale poi è la tempistica per gli esami, si prenotano ed eseguono in una manciata di giorni, anche esami complessi. Sappiamo che da noi si parla spesso di mesi per esami clinici necessari.
Persino l’omeopatia è riconosciuta dal Sistema Sanitario, tenga conto poi che anche i medici generalisti (medici di base) prescrivono farmaci ma anche rimedi omeopatici, dato che sono preparati in tal senso e disponibili a valutare delle alternative al farmaco tradizionale.
L’omeopatia è integrata nel Sistema Sanitario, e molti farmaci omeopatici sono rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale.
Sino a qualche anno fa il Sistema Sanitario era davvero di altissimo livello, riconosciuto anche a livello mondiale, ora purtroppo è un po’ in affanno ed è appesantito perché troppe persone ne approfittano. Quando erano pochi ad approfittare si riusciva ad assorbire l’impatto, ora ne consegue che molti farmaci cominciano ad essere rimborsati solo in parte o per niente ed aumentano i costi delle assicurazioni integrative (le Mutuelle).
Del resto la Francia è un paese di grande tradizione per il sociale, il sociale è molto presente (Sanità, scuole, alloggio...) però ha dei costi che ora stanno diventando insostenibili. E’ uno dei dibattiti “caldi” qui in Francia dato che la coperta sta diventando troppo corta, e qualcosa o qualcuno si ritrova non più coperto... 

D: E le difficoltà per lavorare in Francia
R: Qui nessuna, avrei difficoltà a rientrare in Italia... La qualità di vita è eccezionale, forse per la dimensione, i servizi funzionano, sono contento di quello che è il nostro quotidiano, c’è una certa regolarità che non mi dispiace.

D: Cosa direbbe ad un italiano in cerca di lavoro in Francia
R: Forse non è il momento, ma non ci si deve scoraggiare, comunque chi ha voglia di fare trova lavoro, qui o in altri paesi.... Non saprei se adesso è più facile in Francia o in Italia, la differenza, secondo me è data dalla determinazione nel cercare un lavoro...

D: Qual’è la percezione del lavoratore italiano in Francia

R: La Francia è un paese multietnico, ed approfitta di questa varietà di persone, diviene quindi un pregio. Ad esempio la ristorazione italiana è molto apprezzata, è una nostra eccellenza, i francesi che vengono in Italia si innamorano del nostro paese, ne apprezzano il calore umano, anche se vedono bene le nostre criticità... In definitiva un giudizio positivo.

D: Che consiglio darebbe ad un-a giovane italiano
R: I giovani hanno forse le idee più chiare di noi, ma non riescono poi ad agire. Certo ci sono tante difficoltà, ma se hanno bisogno di lavorare si buttano. Nel mio caso venire in Francia dieci anni fa era come un addio al paese, rispetto ai miei genitori, abbandonare la terra, ora è molto più facile spostarsi, ci sono meno barriere. Io sono figlio di emigranti che tornavano a casa ogni due anni, io riesco a tornare casa ogni mese. I fenomeni migratori sono molto cambiati, dapprima si andava per comunità, ora si va per occasioni.

Grazie Giancarlo per la sua testimonianza, buon lavoro

a cura di Massimo Felici

 




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