23 gennaio 2015

La Francia nella Top 10 dei paesi più attrattivi per gli Investimenti Stranieri Diretti





Uno scenario che si scopre cautamente ottimistico: la Francia sale al 10 posto nel ranking elaborato da A.T. Kearney sull’indice di fiducia per gli Investimenti Stranieri Diretti 2014.  
Tra gennaio e febbraio 2014, lo studio A.T. Kearney ha condotto l’annuale indagine relativa ai paesi più propizi agli Investimenti Stranieri Diretti in prospettiva triennale, effettuando un sondaggio fra 300 dirigenti d’impresa provenienti da 26 paesi. Lo studio, intitolato “Ready to take off”, ha rilevato un generale aumento d’ottimismo: l’80%  degli intervistati si dichiara più fiducioso sulla ripresa globale rispetto all’anno precedente, e la maggioranza di essi ha intrapreso (o intraprenderà) investimenti veloci. Lo studio dimostra anche, in misura maggiore rispetto alle rilevazioni precedenti, una più marcata attenzione, da parte dei quadri dirigenti, alle tendenze macroeconomiche globali nella costruzione delle strategie di sviluppo.
Se gli Stati-Uniti permangono, per il secondo anno consecutivo, alla testa della classifica At Kerney, l’Europa recupera terreno, contando ben 11 paesi nella top 25 dell’indice.
Molto positivi i dati della Francia: se nel 2013 aveva già guadagnato cinque posizioni passando dal 17° al 12° posto, nel 2014 ha continuato la sua scalata piazzandosi al 10 posto della classifica. I cugini d’Oltralpe mantengono la terza posizione europea dietro Regno Unito – che guadagna quattro posizioni raggiungendo il 4° posto – e la Germania – in sesta posizione dopo essere stata settima nel 2013.
Il rapporto restituisce un’immagine della Francia più leggibile per gli attori internazionali, grazie ad una maggior chiarezza della politica di governo in favore della gestione della spesa pubblica e della sanità, alle misure di semplificazione amministrativa e alla comprovata flessibilità del mercato del lavoro. E nonostante le riforme debbano ancora dimostrare la propria efficacia, esse permettono  agli investitori di decifrare al meglio il potenziale francese: un’economia forte e diversificata che  ospita e attira i leader dei mercati mondiali, una manodopera qualificata,  un credito d’imposta a favore della ricerca e sviluppo fra i più generosi d’Europa, che contribuiscono ad attirare molte società  high tech che scelgono la Francia per i loro dipartimenti R&S nel Paese. Intel, ad esempio, ha moltiplicato per sette la sua presenza dal 2009.
Nel computo delle regioni francesi, la Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA) occupa il terzo posto per gli Investimenti Stranieri Diretti, il 73% dei quali proviene da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Italia.
A livello regionale, si registra una forte concentrazione di tali investimenti nei dipartimenti delle Alpi-Marittime e delle Bocche del Rodano che, da soli, attraggono quasi il 90% delle imprese internazionali.
Grazie a questo contesto altamente favorevole, la Costa Azzurra è stata in grado di diventare un territorio ad alta attrattività, in particolare nei settori microelettronico, delle tecnologie dell'informazione, dell’ecothech, del turismo e dei servizi. Il suo fiore all’occhiello è rappresentato da Sophia Antipolis, la prima tecnopoli europea che conta, oggi,  1 400 imprese, 34 000 lavoratori di 63 nazionalità differenti, 4500 ricercatori e 5500 studenti.
Situata a 20km dall’aeroporto internazionale di Nizza – il secondo di Francia – e disposta su una superficie di 2400 ettori, Sophia Antipolis è situato tra i comuni di Antibes, Biot, Mougin, Valbonne e Vallauris.
Il polo tecnologico ospita aziende di prim’ordine; tra le italiane, si segnalano Magneti Marelli, Luxottica e Saclà.

a cura di Eleonora Marampon

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