7 novembre 2014

Del Big Ben territoriale e di come ti riconfiguro la geografia della Francia: cronache di una riforma delle Regioni


È scoccata l’ora del millefoglie. E non perchè mi ritrovo a scrivere questo post in preda ad un calo di zuccheri, bensì perché la Francia sta affrontando in questi mesi una delle più grandi riforme della sua storia recente: la riforma territoriale, definita anche la réforme du millefeuille.
Annunciata lo scorso 14 gennaio dal presidente François Hollande, e da tempo sollecitata da Bruxelles, la riconfigurazione degli enti locali sta, infatti, passando dalle parole ai fatti. La decentralizzazione però, si sa, è nemica della concertazione. E se, sia a destra, che a sinistra, tutti concordano sulla necessità di rimettere mano all’architettura territoriale del paese, non sorprende che le differenze di valutazione si manifestino relativamente alle modalità di attuazione.

La complessità e l’importanza di questo dibatitto sono tali da non poter essere esaurite nel breve spazio di un post. Inauguriamo, quindi, una serie di articoli sul tema, di cui seguiremo da vicino l’evoluzione nei prossimi mesi.





Partiamo dalle basi.

Millefoglie territoriale, il perché

La Francia conta 22 regioni (più 5 d’oltre mare), 101 dipartimenti, 2456 strutture pubbliche di cooperazione internazionale (comunità di agglomerazione, metropoli, etc.) e più di 36 000 comuni, per un totale di quattro livelli amministrativi (i famosi strati del millefoglie): comune, inter-comunalità, dipartimento e regione. Ciascuno strato dispone di funzionari, budget propri e aree di competenze più o meno definite. Nel corso del tempo, questa struttura è diventata troppo pesante, troppo costosa, troppo complessa.

Ai più, insomma, il millefoglie è andato di traverso.

Millefoglie territoriale, il percome

Braccio di ferro al Senato prima, all’Assemblée nationale poi, sembrerebbe che il Governo voglia procedere lungo due linee d’azione:

  • Primo step: aumento dei poteri degli enti intercomunali, già in parte avviato l’anno scorso con la legge delle “métropoles”. La legge aveva portato alla nascita di 14 capitali regionali (tra cui la Métropole Nice Côte d’Azur), dotate di uno statuto e di risorse supplementari.
  • Secondo step: sforbiciata alla Regioni (da attuarsi entro il 2017), che passano da 22 a 14. Scompare la clausola di competenza generale: le regioni si concentreranno su settori chiave quali l’economia, e ne guadagneranno di nuovi, quali strade e scuole, fino ad ora gestite dai Dipartimenti, che verranno progressivamente soppressi.
Il criterio di rédecoupage delle regioni, tuttavia, infiamma gli animi. Saranno privilegiate le sinergie economiche fra due regioni? Il senso di appartenenza dei cittadini? La presenza di una sola Metropoli nella regione? La seconda lettura in Parlamento, prevista in autunno, potrebbe riservare altre sorprese.
Ai posteri l’ardua sentenza.

Super Regioni e super poteri

Le Regioni deterranno lo scettro del potere, avendo ottenuto la competenza economica. Loro il compito di anticipare, a fianco delle imprese, le evoluzioni dei mercati, e di tracciare le linee guida dello sviluppo economico. Le Regioni saranno rese anche più “operative”, configurandosi – nelle intenzioni -  come un interlocutore privilegiato delle imprese. Assoluta novità: la possibilità, per le Regioni, di entrare direttamente nel capitale d’impresa, senza passare attraverso un decreto del Consiglio di Stato.
Ne risulterebbero, dunque, delle Super Regioni, sul modello dei Länder tedeschi.
Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui (o se siete passati dall’introduzione alla fine, saltando tutto il resto), riassumo i tre punti chiave de la réforme du millefeuille:
  • Dimezzamento del numero delle Regioni (da 22 a 14) da qui al 1 gennaio 2017. In fila per 22, con il resto di 8.
  • Soppressione dei Consigli Dipartimentali (Conseils Généraux) entro il 2021
  • Soppressione della clausola di competenza generale, che permette attualmente alle collettività locali d’intervenire in tutte le aree di competenza nel momento in cui lo giudicano necessario.

To be continued....

A cura di Eleonora Marampon

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