18 maggio 2016

Intervista al Prof. André Giordan, autore del libro "30 anni senza medicine"

Come vi avevamo anticipato in questo post, pubblichiamo l'intervista al Prof. André Giordan. Per l'occasione vi annunciamo che André Giordan sarà presente al salone L'Italie à Table, durante il quale realizzerà atelier per bambini e condurrà una dimostrazione-conferenza, sul tema dell'alimentazione sana ed equilibrata, nello specifico sui legami tra la cucina nizzarda e quella italiana. Consultate il programma della manifestazione nel sito ufficiale.

A seguito di gravi episodi febbrili che la medicina non riusciva a trattare, André Giordan decide di ascoltare meglio il suo corpo e di sviluppare la propria strategia di guarigione. Un successo che gli ha permesso di vivere senza farmaci per trent'anni. Per lui, l'uso dei farmaci dovrebbe essere riservato alle malattie gravi.
Con la sua esperienza, ci invita a ricercare il nostro metodo personale per vivere meglio con il nostro corpo e la nostra mente. Ci ricorda anche che i grandi fondamenti (alimentazione, attività e piacere) si basano sul fatto che ogni persona è unica. Cio’ che fa bene a qualcuno può non essere la soluzione per qualcun altro.
Ne è scaturito un libro: "trente ans sans médicaments ed. Lattés, non ancora tradotto in italiano.
André Giordan ci offre quindi dei suggerimenti molto precisi e delle tecniche anti-stress per sviluppare uno stile di vita sano. Un libro pieno di energia senza dettami o preconcetti per accompagnarci nella ricerca del nostro potenziale. 

André Giordan con Massimo Felici
DOMANDA : Prof Giordan, ci racconti la sua esperienza umana e di paziente, che l’ha portata ad ascoltare il suo corpo e, sulla base delle sue conoscenze, a definire una strategia di guarigione senza l'utilizzo di farmaci.

RISPOSTA : agosto 1975, visito in bici la costa occidentale della Corsica, tra Calvi e Ajaccio con la mia nuova compagna. Di ritorno sulla terraferma, a Nizza, mi sveglio con enormi dolori, febbre alta: 40° e mezzo. Impossibilitato ad alzarmi, non riuscivo nemmeno a riflettere, un mal di testa sproporzionato; oltre a nausea e diarrea. Ho sempre i brividi, prendo delle aspirine e trascorro due giorni a letto. Non mi preoccupo, sarà solo un principio di influenza. Senza dubbio, gli sforzi in bicicletta, un sacco di stress e l'umidità delle notti trascorse in una tenda sotto la pioggia costante di quest’anno. Due giorni dopo sto un po' meglio e ricomincio a Parigi il mio lavoro di insegnante al Liceo Carnot.
Due mesi dopo, festa del Ringraziamento, senza preavviso, di nuovo temperatura alta, dolori, perdita di appetito, nausea, vomito, dolori addominali e soprattutto violenti mal di testa. Passano due mesi e stessa storia... Otto mesi dopo, quegli stessi episodi febbrili si ripetono con la stessa regolarità di due mesi. Sono giovane, mi riprendo in fretta... Ma cosa succede? Finisco per interrogarmi. Sarà la malaria? Questa malattia esisteva ancora a quell’epoca su quell’isola.
Test, ospedale, altri test, si scopre che non lo era... Eppure questi episodi altamente febbrili si ripetevano di tanto in tanto, con la stessa intensità e la stessa regolarità. Comincia il valzer dei servizi ospedalieri. Dopo delle analisi all’ospedale di Nizza, il mio medico mi manda all'Hotel-Dieu di Parigi, poi al Pitié-Salpêtrière, dove venivano offerti dei servizi altamente specializzati. Prelievi di sangue, analisi delle urine, delle feci.. ripetutamente. Sono molto seguito dai medici, ogni volta mandato di servizio in servizio con una bella lettera di raccomandazione per un "caro illustre collega". Gli esami si mescolano, biochimici, batteriologici, radiologici, immunologici, ecc... Sono anche diventato un argomento di tesi su delle forme di malaria che non esistono!
Niente da fare, i farmaci mi fanno solo più male: mal di stomaco, vomito, febbre, stanchezza... Mi porto dietro questi episodi di febbre alta e dolori cervicali per altri tre anni fino al 1978... Che io sia in vacanza o vincolato dal mio lavoro. I medici "classici", non possono fare niente per me, cerco una soluzione nella medicina alternativa: omeopatia, oligoelementi, oro, rame, argento, senza crederci troppo. Come molti, e come uno scienziato che pensa razionalmente, ero condizionato a trovare una soluzione unicamente nelle medicine.
Curioso per natura, però, comincio a cercare io stesso per me. Ascolto mia nonna che mi dice di "mangiare le arance." La sua cura è stata miracolosa. Questo è quello che faccio... e finalmente con successo. Infatti, anticipo... Siccome le crisi sono regolari, ogni due mesi, mi riempio di arance nei giorni precedenti, e funziona! Ancora un po’ di febbre leggera le prime volte, poi più niente. Erano le arance il "di più" che permetteva al mio corpo di reagire...?
Questo episodio cambia tutto nella mia testa! Invece di assumere farmaci continuamente, non avrei dovuto piuttosto cercare le risorse dentro di me? Da allora, mi appoggiai sulle potenzialità del corpo umano e per iniziare, sul mio proprio potenziale. Nulla di originale, assolutamente, e dire che sono enormi, spesso inutilizzati o paralizzati dai nostri stili di vita e dalle nostre medicine. Ho ricercato le migliori fonti scientifiche su come preservarli e persino migliorarli. Parallelamente, ho iniziato ad ascoltare il mio corpo e a cercare di decodificare i suoi messaggi...
Sono passati trent'anni, non ho potuto evitare qualche influenza, mal di gola, mal di schiena, emicrania, ecc... Ogni volta pero’ ne sono uscito senza farmaci "lavorando" su di me. A poco a poco, questi episodi di malattie si sono anche distanziati... 



D : la combinazione di tre aree fondamentali della conoscenza umana è molto interessante: alimentazione, attività e piacere; Delle zone d’esperienza mettono in collegamento il corpo, il cervello e la psiche; lei scrive che non esiste una soluzione generale, ogni persona deve scoprire ciò che è bene per se stessa.

R : al minimo malanno, piccolo raffreddore, occhio che piange, stanchezza, un po’ di "gastroenterite", "influenza" come si dice in Italia, un po’ di mal di testa, una minima depressione a causa del voto scarso del proprio figlio o di una lite con il coniuge o amante, un farmaco presto! Dobbiamo smettere di identificare il medico e i farmaci come la salvezza a tutti i nostri mali. Ogni francese consuma in media 48 scatole di medicinali; in Italia, un po' meno e sono riusciti a dimezzarne il consumo. Ma è ancora troppo. Sono davvero sempre utili? Non causano più problemi che benefici? Perché non cercare piuttosto l'enorme potenziale di auto-guarigione del nostro corpo, in noi stessi... Non è sempre noto e in gran parte non utilizzato. Da allora, faccio prevenzione ascoltando il mio corpo e individuando ciò che mi fa bene.. Non aspettiamo che la malattia si prenda cura del nostro corpo. Non fermiamoci all'idea che la medicina, o i farmaci stessi, saranno sempre lì a confortarci. L'uomo bionico, che potrà sostituire tutti i suoi organi non è ancora all'ordine del giorno.
La cura di sé, la serenità, non sono semplicemente legati all'assenza di malattia. Tutto avviene a monte nella nostra persona, nelle nostre relazioni, nei valori che viviamo e che ci possono disturbare. Per mantenersi in salute, non esiste una soluzione, solo alcuni principi: un’alimentazione equilibrata, attività fisica e alcuni piaceri, compresi i piaceri sessuali!
L'attività fisica è fondamentale. L’importante è di non rimanere fissi sul proprio computer, tablet o smartphone o iniziare una formazione per fare la maratona. Attiviamoci almeno per una mezz'oretta, se il nostro lavoro non è manuale. Perché non spostarsi in bici? Saliamo le scale, facciamo giardinaggio, nuotiamo, pratichiamo il “pilou”, lo sport di Nizza. Privilegiamo ciò che ci è possibile o che ci piace.
Perché non provare a farsi del bene? E per iniziare prendere del tempo per se stessi. Mettiamo da parte le scuse che di solito ci impediscono di farlo.
Non ditemi che non potete prendervi 5 minuti per pensare a voi stessi... mettiamo un po’ da parte gli Smartphone... Scegliamo poi chi siamo o cosa ci fa bene: il relax, i massaggi, la meditazione, le risate, una festa, un piccolo piacere quotidiano o qualunque cosa... anche la sessualità! Degustiamo un pezzo di cioccolato, un bicchiere di vino o una birra... Cominciamo ad imparare...
La mia salute dipende, come per molti, della mia mente. Smettiamo di lamentarci, dicendo che siamo fregati... 'Lavorare' su se stessi, essere in sintonia con se stessi, rifiorire, sono dei passaggi obbligatori verso il benessere. (Ri)prendiamo fiducia in noi stessi. Il desiderio di conoscenza, soprattutto imparare a conoscere se stessi in relazione con gli altri, è un ottimo strumento. Donare il proprio tempo o donare se stessi è un altro modo per farsi del bene!
Nessun fondamentalismo! Non cerchiamo coerenza a tutti i costi... La coerenza di una vita è diversa da quella della logica classica. Di tanto in tanto, una grande festa, un eccesso, una boccata d’aria fresca o una sbandata controllata a seguito dei nostri desideri fanno ugualmente parte della "cura di sé". 

 
D : il tema dell’alimentazione è sempre attuale; qual è il suo punto di vista riguardo l’alimentazione nella cultura occidentale? In particolare per quanto riguarda la tradizione italiana e francese?

R : un’alimentazione equilibrata non significa necessariamente mettersi a dieta. Non si resiste tanto! I regimi vegetariani o vegani sono difficili da seguire tutti i giorni. Mangiamo ragionevolmente di tutto, limitiamo solo i piatti già pronti. Sono troppo ricchi di grassi, sale e zuccheri nascosti. Le diete di Nizza, liguri, fiorentine o sarde sono tutte buone come quelle Cretesi. Abbondano in frutta e verdura. Comprendono pesce preparato con aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche. L'olio d'oliva è usato come corpo grasso a freddo. Si tratta di un consumo quotidiano di legumi, noci, fibre, yogurt e formaggi.
Allo stesso tempo, è uno stile di vita sano, lo stress diminuisce con un solo bicchiere di vino rosso a pasto e una grande convivialità.

D : “L’Italie à Table” è una grande fiera che la Camera di Commercio Italiana organizza ogni anno a Nizza, in cui il piacere legato alla gastronomia è il punto centrale. Cosa vorrebbe dire ai molti partecipanti della nostra manifestazione?

R : approfittate di questa magnifica fiera! Non importa se per un giorno non rispettate le pratiche della buona salute. Godetevi la ricchezza dei prodotti e dei piatti proposti. Riprenderete le buone abitudini alimentari il giorno successivo. L'unità italiana è molto recente, un secolo e mezzo circa. Ogni regione ha mantenuto la sua vecchia tradizione. Ogni città, ogni paese ha conservato un ricco patrimonio gastronomico da scoprire.
La cucina italiana non si limita alla pizza, alla pasta, alla mozzarella e al prosecco... Inoltre, la pasta non esiste in questo paese, si parla di Campanelle, Cencioni, Conchiglioni, Farfalle, Fusilli, Gramigna, Rotelle, Calamaretti, Cannelloni, Maccheroni, Penne, Ziti, Spaghetti, Vermicelli, Capelli D'Angelo, Lasagne, Tagliolini, Agnolotti, Panzerotti, Tortellini, Ravioli, ecc... accompagnati da un’infinità di sughi deliziosi.
Bisogna approfittare di "L’Italie à Table" per scoprire anche una ricchissima gamma di vini dal gusto inimitabile, dallo spumante Asti ai vini delle cantine di Roma, passando per il Barbera, il Bombino nero, il Brachetto, il Caricagiola, la Corvina Veronese, la Croatina, il Dolcetto o il Montepulciano d'Abruzzo, ecc... 



D : biologia, fisiologia, psicologia, educazione... Chi è André Giordan?

R : ho una carriera insolita, dalla professione di insegnante alla ricerca di base in fisiologia degli ormoni per poi ritornare all'insegnamento, e in seguito alla ricerca sull'apprendimento, da cui la mia formazione complementare in psicologia, antropologia ed epistemologia.
Questo mi ha portato a essere nominato professore presso l'Università di Ginevra e a fondare il Laboratorio di Didattica e Epistemologia delle Scienze, ormai noto a livello internazionale. I nostri principali contributi riguardano la conoscenza dei modi di pensare della gente (a scuola, al museo, tramiti mezzi di comunicazione...) e sui processi dell’apprendimento. Cio’ che porta le scuole o i musei a trasformarsi. Siamo stati anche promotori dell’educazione ambientale per l'UNESCO e contribuiamo in modo significativo all’evoluzione dell’educazione terapeutica.
Ma curioso di natura e attaccato a Nizza, cerco di contribuire a far conoscere meglio la cultura e il patrimonio di Nizza. Questo vuol dire che stabilisco dei legami permanenti con l'Italia. Non dimentichiamo che la Contea di Nizza si è estesa per un certo periodo sulla parte orientale della Liguria e dipendeva amministrativamente da un regno con capitale Torino. Aggiungiamo che dal periodo gallo-romano fino al Rinascimento, i vari ingredienti che sono il segno distintivo della cucina locale di Nizza sono passati dallo "stivale italiano", soprattutto olive, insalata e pomodoro...


di Massimo Felici

28 aprile 2016

Intervista a Pierre Albuixech direttore del Nice Lawn Tennis di Nizza

Pierre Albuixech
DOMANDA : il Nice Lawn Tennis Club è stato fondato nel 1890, ci racconta brevemente questa lunga storia?
RISPOSTA : all'inizio il Tennis era in piazza Mozart, poi si è spostato al Park Imperial. La prima tennista campione del mondo ha giocato qui da noi, era Suzanne Lenglen, la casa che può vedere dietro il tennis era la casa di Suzanne Lenglen, la via del Tennis è intitolata proprio a lei, poi abbiamo avuto tanti altri grandi nomi di tennisti che hanno giocato qui. 
Il Re Gustavo 5° di Svezia, Romain Gary il celebre scrittore, quando ero giovane mi ricordo che facevo giocare Anthony Quinn, il famoso attore, poi all'epoca c'era il Gran Torneo ed hanno giocato tutti i numeri uno del mondo, Ilie Nastase, Guillermo Vilas, Bjorn Borg, Yannick Noah…. è un Club veramente carico di storia. Siamo vicino al famoso liceo del Parc Imperial che ha più di 3.000 allievi, alla bellissima Chiesa Russa, insomma è un quartiere elegante e molto protetto.

D : qual'è il ruolo del vostro Club nel Dipartimento 06 e nella Federazione Tennis?
R : è un Club associativo ed è il più grande di Francia al di fuori della regione parigina.
Abbiamo più di 1.400 licenze di tennis ogni anno; licenze di tennis in un Club con molti tesserati che vede soltanto il gioco del tennis, non altre specialità sportive. Ad esempio anche a Tolosa vi è un Club con molti tesserati, ma è composto da varie specialità sportive, mentre noi siamo un Club rivolto solo al gioco del tennis, per questo contiamo moltissimo per la Federazione Tennis di Francia.
Abbiamo quindi un ruolo molto importante per la Lega Tennis, al di là della lunga storia, abbiamo il Torneo internazionale ATP (Association of Tennis Professionals) e contiamo moltissimo anche per la Federazione Francese di Tennis.

D : che tipo di impegno e quale attenzione avete verso i giovani che frequentano il Club?
R : abbiamo molta attenzione per i giovani, i nostri insegnanti sono educatori sportivi, non soltanto esperti di tennis dato che dobbiamo dare ai giovani voglia di giocare a tennis e crescere nello sport ma soprattutto considerare il Club una seconda casa, ove avere piacere di venire ed acquisire dei valori essenziali non soltanto per lo sport del tennis ma in generale per la vita: determinazione, tenuta, spirito combattivo e valori morali come la lealtà, la generosità e la voglia di fare squadra con i propri compagni. Abbiamo più di 700 giovani iscritti quindi abbiamo un ruolo capitale nei loro confronti. Quanti giovani hanno giocato da noi, ed ora che sono genitori, mamme e papà, portano i loro figli ad imparare qui da noi. Abbiamo fatto bene il nostro lavoro se ciò accade.
Anche Noah, che è cresciuto al nostro Club, quando passa da Nizza viene a giocare da noi, con grande piacere, sente di essere in famiglia.

D : dal 17 al 23 maggio il Club accoglierà l'Open di Nizza-Costa Azzurra, con i giocatori dell'ATP (Association of Tennis Professionals). Cosa rappresenta per il Club questo importante avvenimento sportivo?
R : intanto le dico che sono il co-direttore dell'Open di Nizza, è per me un privilegio ed è non soltanto la festa sportiva del Club ma la festa sportiva della città di Nizza, del Dipartimento 06 dato che di chiama Open Nice-Cote d'Azur. Open NCA è il torneo di tutti i nizzardi, di tutto il Dipartimento, abbiamo 27.000 spettatori, 140 milioni di telespettatori alle televisioni di 15 paesi, ne siamo fieri ed orgogliosi per la città, per il Dipartimento 06.
Ne approfitto per ringraziare il Sindaco di Nizza e Presidente del Conseil Régional, Christian Estrosi, che ha voluto e sostenuto questo torneo. Ringrazio anche il Presidente del Conseil Général, Éric Ciotti per il sostegno e lo sviluppo di questo torneo. Grazie al sostegno di Estrosi e Ciotti questo torneo può continuare ad avere forte risonanza e grande partecipazione di atleti e di pubblico. Estrosi e Ciotti ci offrono il sostegno delle Collettività Locali, sostegno che è basilare per tutti noi, pensi che abbiamo un budget di 1,7 milioni di euro per tale avvenimento. Desidero proprio ringraziarli di cuore per il loro impegno.

D : quali sono i vostri rapporti con la Camera di Commercio Italiana di Nizza?
R : Anzitutto rapporti di grande amicizia con la Presidente della Camera di Commercio, Patrizia Dalmasso, che è anche un'ottima giocatrice, amicizia anche con il Direttore Agostino Pesce. Patrizia ed Agostino sono membri italiani del Club, Desideriamo attrarre la clientela italiana all'interno del Club, tenuto conto che siamo in una "location" magnifica, offriamo la possibilità di imparare, giocare e vivere questo bellissimo sport. Anch'io, come tantissimi " nizzardi", ho una grande affinità con gli italiani, a livello di gusto, di cultura e di cibo, condivido il loro amore per le belle cose ed i bei luoghi. Proprio per questo credo che i tanti italiani che hanno le loro residenze secondarie a Nizza e dintorni, o che vengono per il fine-settimana, potrebbero ben usufruire dei servizi che il nostro Club offre: attività sportiva, relax, convivialità e buona cucina, ovviamente! E' con questo spirito che il nostro Club e la Camera di Commercio, in quanto partner, si rivolgono alla clientela italiana che ama così tanto la Costa Azzurra. 

D : chi è Pierre Albuixech?
R : ho appena compiuto 60 anni, sono nato in Algeria, sono un "Pied-Noir". All'età di 10 anni i miei genitori mi hanno iscritto al club ed ho iniziato a giocare. Ho anche frequentato il Tennis études del Park Imperial, e mi sono presto appassionato al tennis. Con il passare degli anni mi sono dedicato totalmente a questo sport sino a diventare più volte campione di Francia di doppio, in équipe ho giocato con Yannick Noah, Gilles Moretton ecc...
Nella prima parte della mia vita sono stato giocatore, poi entraîneur per 25 anni, e nel 2005 i dirigenti del Club mi hanno assunto per sviluppare non solo l'attività sportiva ma l'intero Club.
Dal 2010 dirigo il Torneo ATP, pensi che a dodici anni raccoglievo le palle, a vent'anni giocavo nel Torneo, oggi lo dirigo. Quando sono arrivato dall'Algeria i miei genitori mi hanno iscritto al Tennis del Park Imperial ed ora io lo dirigo. La boucle est bouclée! (il cerchio si è chiuso) sia per il Torneo ATP che per il Club.
Ho molta gratitudine per le persone che hanno creduto in me e mi hanno permesso di assumere responsabilità sempre maggiori. Ad oggi il Club va molto bene, ha tanti iscritti che giocano da noi ed hanno piacere di trascorrere del tempo assieme.   

 
 
 

Di Massimo Felici

Nice Lawn Tennis di Nizza : http://www.niceltc.com
Torneo ATP di Nizza : http://www.opennicecotedazur.com

15 aprile 2016

Storia breve della Costa Azzurra. Curiosità e scoperte. Nizza capitale d'inverno #4


 


Da "oscura cittadina sarda" a "capitale d'inverno": l'incredibile trasformazione di Nizza, raccontata da Domenico Vecchioni nel libro libro “Storia breve della Costa Azzurra. Curiosità e scoperte” (Greco e Greco editori), di cui pubblichiamo il quarto estratto.

Se il nome Costa Azzurra si deve a Liégeard, la definizione di Nizza come capitale d’inverno della Costa Azzurra va accreditata allo scrittore de Souza.
In effetti Nizza vive l’apogeo delle sue stagioni invernali, la sua splendida Belle Epoque, proprio tra il 1887, anno di pubblicazione del libro di Liégeard e il 1913, quando fa un certo scalpore il libro dello scrittore parigino Robert de Souza, Nice, capitale d’hiver dove, accanto a elogi entusiastici sulla bellezza di Nizza, per la prima volta si addensano critiche sul disordinato urbanesimo subito dalla città che rischiava -fin d’allora- di essere vittima del proprio eclatante successo. Proprio sulla scia dell’atto di accusa di de Souza del resto si avvierà un nuovo piano regolatore per dare ordine al prorompente e inarrestabile sviluppo di Nizza.
In effetti i progressi compiuti dal “oscura cittadina sarda” (Nizza marittima per distinguerla da Nizza Monferrato), a partire dal momento della sua annessione alla Francia, sono stati rapidissimi, spettacolari, da tutti mi punti di vista. Sul piano demografico Nizza ha triplicato la propria popolazione: da circa 50.000 abitanti nel 1861, a circa 150.000 nel 1913!
Nel 1861 vi soggiornavano 800 famiglie di stranieri (inglesi e russe in maggioranza), nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, vengono recensiti 20.000 hivernants di lusso (con soggiorni di almeno 4 mesi) in provenienza da tutta Europa e dal nord America e ben 120.000 turisti meno fortunati, “costretti” a rimanere per periodi molto più brevi.
Sul finire del XIX secolo l’euforia in città è costante e niente sembra poterla arrestare né le crisi internazionali né le difficoltà politiche francesi. Le attività fervono, cantieri vengono aperti in tutti i quartieri. Si intensifica l’opera già avviata sotto l’amministrazione Sarda dal famoso “Consiglio d’Ornato”, per offrire agli esigenti villeggianti invernali un quadro cittadino più gradevole e funzionale. Già nel 1844 (sotto quindi la gestione Piemontese) erano stati avviati lavori per trasformare l’angusto Chemin des Anglais (largo appena due metri) nell’ampia, spettacolare, inimitabile Promenade des Anglais, simbolo mondialmente conosciuto della città.
Aumenta quindi la capacità ricettiva della città. Se nel 1892 gli alberghi sono un’ottantina, nel 1900 sono centotrenta e ben centottanta nel 1913. In grande maggioranza si tratta di Hotel di prima categoria, concepiti per una clientela di alto livello e stanziale. Tutte le camere sono particolarmente spaziose, aerate, sempre con vista sul mare, dotate di tutti i comfort dell’epoca. Le camerate interne, invece, sono riservate al personale domestico e al seguito dell’illustre clientela. Il piano terra in genere è uno spazio sontuoso ed elegante, ideato per una convivialita’ oziosa e mondana, che invita gli hivernants a trattenersi, ad attardarsi, tanto nessuno ha fretta…
Il capostipite di questi splendidi palaces è sicuramente l’Excelsior Regina a Cimiez (1896). Il più grande di tutti, dall’aspetto monumentale, imponente, 450 stanze. L’hotel preferito dalla Regina Vittoria d’Inghilterra, che vi soggiornava, con grande soddisfazione, per lunghi periodi. Seguiranno nello spazio di pochi anni, sempre nel quartiere gradito alla Noblesse Europea, il Grand Hotel, l’Alambra, il Winter Palace, il Riviera e il Majestic Palace ecc…
Gli hivernants più giovani, tuttavia, cominciano gradualmente a sentirsi alquanto isolati a Cimiez rispetto ad un centro-città sempre più effervescente, tanto da richiedere ai direttori degli alberghi d’istituire un servizio permanente di carrozze, delle navettes per e da Piazza Massena, per potere stare più vicini all’animazione diurna e notturna nizzarda.    (continua…)

Domenico Vecchioni

Se desiderate incontrare Domenico Vecchioni, partecipate all'"Incontro con l'Autore", lunedì 18 aprile alle ore 18.00 presso la Sala Garibaldi al Consolato Generale d'Italia (72 blv Gambetta a Nizza).
Leggete qui tutti le informazioni sull'incontro.

11 aprile 2016

10 motivi per essere presenti sui social media




I social media sono ormai diventati canali ufficiali di comunicazione imprescindibili per aziende e istituzioni. Il classico sito Web, consultabile come guida ai servizi o come un catalogo di prodotti, è oggi integrato da strumenti che permettono l’interazione con il pubblico attraverso la condivisione di contenuti: blog, forum, social network, video e photo sharing, tanto per citarne alcuni.

Il mondo della comunicazione “social” è complesso e in continua evoluzione: da qui l’importanza, per l’azienda, di formulare un progetto di comunicazione che definisca chiaramente gli obiettivi della propria presenza in rete e la strategia da adottare.

Bruno Valentin, co-direttore dell’agenzia di consulenza in comunicazione Pôle Company, ha indicato i 10 motivi per essere presenti sui social media più diffusi come Facebook, Twitter, Pinterest, YouTube, Instagram, google plus etc.
Un decalogo prezioso che ogni azienda dovrebbe tenere sempre presente! E se non siete ancora presenti sui social, ecco dieci validi motivi per colmare la lacuna:

1) Modernizzare la comunicazione. Un’azienda presente sui social mostra di essere a passo con i tempi e in sintonia con le aspettative di una clientela che utilizza quotidianamente i social per raccogliere informazioni.
2) Conquistare nuovi mercati. Ogni giorno centinaia di milioni di utenti si connettono alla rete:  ormai i social fanno parte delle nostre vite. Non a caso le più grandi multinazionali li utilizzano e offrono al pubblico la possibilità di interagire. Utilizzare i social in modo efficace può aiutarvi a conquistare nuovi mercati.
3) Sviluppare il proprio business. I social media sono oramai uno degli strumenti più importanti del marketing. Se ben utilizzati possono aumentare la vostra popolarità in rete e l’interazione con i vostri clienti, contribuendo allo sviluppo della vostra attività.
4) Fidelizzare i clienti, oltre ad attrarne di nuovi, è una delle sfide più importanti per un’azienda. Attraverso i social potete costruire un legame forte con la vostra clientela, rimanendo sempre in contatto, offrendo servizi e promozioni in esclusiva, fornendo informazioni in tempio reale e chiedendo un parere su prodotti e servizi. Un cliente fidelizzato è anche il miglior veicolo pubblicitario del vostro marchio.
5) Gestire la reputazione aziendale on line. L’immagine e la notorietà di un marchio si sviluppano in rete grazie a ciò che gli utenti “raccontano” su di esso. Secondo un recente studio della Nielsen, il 53% dei consumatori francesi si affida al parere degli internauti prima di acquistare un prodotto o un servizio. Un’azienda presente sui social può gestire la propria immagine, diffondendo contenuti, raccogliendo i pareri e seguendo le discussioni che la riguardano.
6) Aumentare il traffico sul sito Web. I social media canalizzano un maggior flusso di utenti verso il sito Web dell’azienda, generando un circolo virtuoso: maggiore traffico sul sito Web significa miglior posizionamento nei motori di ricerca.
7) Ottimizzare la presenza del sito Web sui motori di ricerca. L’obiettivo delle strategie di SEO (Search Engine Optimization) é quello di permettere agli utenti di accedere rapidamente alle informazioni per mezzo di determinate parole chiave. Per un’azienda è fondamentale apparire nella prima pagina dei motori di ricerca attraverso le parole chiave che la definiscono. La presenza sui social network aumenta la possibilità che questo avvenga.
8) Creare un universo attorno ai prodotti e ai servizi. Il consumatore che acquista in rete non cerca solo un prodotto, vuole far parte dell’universo che il marchio rappresenta, scoprire le novità, partecipare in prima persona. Svelare certi retroscena, condividere l’atmosfera dell’azienda, invitare gli utenti ad interagire tramite giochi, concorsi o sondaggi, rafforza il legame con i clienti.
9) Costruire una nuova relazione con i clienti e gli utenti. Grazie ai social il consumatore è consapevole del potere che ha acquisito: può esprimere un parere in tempo reale e raggiungere centinaia o migliaia di persone con un clic;  per questo non accetta più passivamente ciò che gli viene offerto. E’ fondamentale per l’azienda, quindi, ascoltare e comprendere ciò che gli internauti raccontano allo scopo di correggere la rotta laddove ce ne fosse bisogno.
10) Pensare a una strategia di comunicazione globale. La comunicazione sui social è importante, ma non è la soluzione per tutto. Pensate ad una strategia che utilizzi media diversi e complementari, per una comunicazione il più efficace possibile.

Tratto dall’articolo “Votre entreprise sul les réseau sociaux ? Oui ! Mais Pourquoi ?” di Bruno Valentin apparso su L’Avenir Côte d’Azur, n° 2249 del 2 ottobre 2015.

Scarica il  MEDIA KIT della Chambre de Commerce Italienne e scopri come promuovere la tua attività.
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